Appunti
Piccole riflessioni sulla scrittura

Ma come si scrive un romanzo? Diciamo che ci sono alcuni punti, anche banali e che forse già sappiamo tutti, ma che è bene ricordare.

Punto primo. Bisogna avere un'idea. Non necessariamente un'idea originale. Oggi non esiste un'idea originale in quanto è pressoché impossibile. Le storie che sono state raccontate sono in un numero che si accosta all'infinito. Ma un'idea può essere affrontata e sviluppata in mille modi. Quindi l'idea va costruita e sviluppata in maniera originale e questo è possibile.

Punto secondo. Bisogna buttare giù una prima stesura. Questa stesura sarà perlopiù un racconto, ovvero quasi una cronistoria dei fatti, narrata in maniera grossolana, ma chiara.

Punto terzo. Bisogna ritoccarla. E cosa vuol dire questo? Vuol dire che la cronistoria dei fatti va arricchita con il ben noto show don't tell, ovvero alla narrazione grossolana si sostituisce l'elemento visivo. Si mostra quello che si voleva raccontare, si cerca di catturare il lettore per non farlo annoiare e per dargli l'impressione che anche lui è lì, dove accadono gli eventi e li vive in prima persona. E non annoiare il lettore è forse la cosa più importante. Ma anche chi ha scritto la storia, se si annoia quando la legge di nuovo, è bene che ritorni al punto primo, ossia all'inizio.

Fatto questo si può procedere a riscrivere bene anche l'incipit e il finale, che sono le parti più belle e più difficili.

E dopo cosa si fa? Si aspettano circa due mesi, nei quali la storia che è stata scritta deve essere dimenticata. Si riprende in mano il libro e lo si legge. Se piace anche dopo che sono passati almeno un paio di mesi, allora sì, è un buon libro. E cosa più importante, se quando lo rileggiamo non sembra che l'abbiamo scritto noi, ma qualcun altro che nemmeno conosciamo, allora il libro è ormai pronto. A questo punto infatti, l'autore non serve più.

Serve soltanto il libro.

 

 


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