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Le giuste opportunità

Ogni tanto, in qualche parte del mondo, nasce qualcuno che è molto portato per fare qualcosa in particolare. Chi ad esempio è portato per il disegno o per la pittura, chi per la scrittura o la musica, chi invece per le scienze.
Se la parte del mondo dove nascono queste persone è un luogo densamente abitato, con scuole, servizi, uffici, ovvero si tratta ad esempio di una grande città, allora è anche molto probabile che questi talenti verranno valorizzati. Se invece un individuo dotato di talento nasce in un posto sperduto del mondo, dimenticato da Dio e dagli uomini, allora il discorso cambia.
E di posti dimenticati da Dio e dagli uomini sappiamo bene che ne esistono ancora tanti.

Si pensi ad esempio ad un ragazzo magari dotato di una forte intelligenza matematica. Se nasce in una famiglia della media borghesia londinese potrà frequentare regolarmente le scuole e laurearsi in una delle più prestigiose università del mondo come ad esempio Oxford.
Per lui si schiuderanno le porte di una brillante carriera universitaria e magari il suo lavoro come fisico teorico porterà a nuove scoperte che aiuteranno la scienza a comprendere meglio il mondo che ci circonda. Se lo stesso ragazzo fosse nato invece da una famiglia di pastori nomadi dell'Afghanistan è molto probabile che il suo futuro sarebbe già stato segnato sin dalla nascita.
E piuttosto che trovarsi dietro ad una cattedra di Oxford, tranne casi davvero eccezionali, la sua vita sarebbe trascorsa interamente a far di conto in maniera decisamente diversa dalle equazioni che risolve uno scienziato.
Sarebbe infatti trascorsa a contare i papaveri da oppio che vengono seminati nei campi...

Questo riporta alla mente un fatto accaduto alcuni anni fa in India. Un ragazzo nato in uno sperduto villaggio di un'ancor più sperduta regione di quell'immenso paese, mostrò un'abilità per la matematica a dir poco eccezionale. Egli riusciva a tracciare con un semplice bastone sul terreno equazioni e teoremi complessi dei quali forniva la dimostrazione senza saltare alcun passaggio. E la sua tecnica matematica era inoltre elegante e concisa quasi avesse studiato e perfezionato la sua preparazione in chissà quale grande università.
Niente di strano si potrebbe obiettare, ovvero il caso di un ragazzo prodigio come a volte succede anche in altre parti del mondo. Ma nel luogo dove era nato quel ragazzo non solo non c'erano università o scuole di specializzazione. Non c'erano infatti nemmeno le scuole primarie così come le intendiamo noi e quasi tutti gli abitanti di quel villaggio erano analfabeti.

La storia di quel ragazzo non ebbe affatto un lieto fine.

Notato da alcuni stranieri di passaggio, il suo caso fu subito segnalato alle autorità centrali. Dopo alterne vicende una fondazione privata inglese si offrì per mettere a disposizione una somma e consentire così al ragazzo di trasferirsi in Europa e continuare i suoi studi. Ma il destino volle che il ragazzo morì pochi anni dopo il suo trasferimento in Europa. Forse perché già malato o anche perché il forte stress subito dopo aver cambiato totalmente ambiente e stile di vita influì negativamente sulle sue condizioni psico-fisiche. Fu in definitiva un'occasione persa come tante altre, che per motivi simili anche se meno eclatanti, bruciano il talento dei singoli a discapito dell'intera collettività.

Perché, è inutile sottolinearlo, la polarizzazione dello sviluppo economico determina anche come e quali talenti verranno valorizzati e, soprattutto, utilizzati.

E' ovvio che questo discorso non vuole essere soltanto una vuota ed inutile recriminazione. Il mondo infatti è anche pieno di gente che svolge in maniera professionale il suo lavoro con impegno e dedizione. Non c'è bisogno soltanto di persone geniali e di talento ma anche di professionisti che abbracciano una carriera iniziandola dal basso e portando così, in tutti i campi non solo quello scientifico, un degno e valido contributo per l'intera collettività.
Del resto però è sempre più difficile vedere ad esempio un nuovo Einstein che da semplice impiegato dell'ufficio brevetti pubblica un articolo sulla Relatività che ha a dir poco rivoluzionato il mondo.

Il motivo di questo non è ovviamente solo il fatto che i talenti non vengono adeguatamente valorizzati. Nel mondo di oggi infatti, con la crescente complessità organizzativa che è stata raggiunta, il lavoro dei singoli ha perso di significato. In tutti i campi è solo un percorso di carriera precostituito che può portare qualcuno ad essere preso in considerazione. Ed un percorso di carriera lo si costruisce soltanto se si dispone delle opportunità giuste.

Oggi infatti  tutte le attività umane hanno perso quell'aspetto pionieristico che le contraddistingueva quando la tecnologia e l'organizzazione sociale non era così complessa e capillare e questo aspetto rallenta in maniera indicibile tutti i percorsi. Come del resto la maggiore complessità dell'organizzazione sociale, pur avendo i suoi lati positivi, ha di sicuro i suoi limiti proprio nel fatto che non è aperta a tutti. Senza dimenticare inoltre che , in passato, è stato invece proprio l'intuizione delle singole persone a condurre alle grandi scoperte ed alle grandi trasformazioni.

La scarsa attenzione che la nostra società pone nei confronti delle singole persone ed in particolare delle persone che abitano in determinate zone del nostro pianeta non è infatti il modo migliore per orientare la freccia del progresso. Che appare invece frenata proprio da questi aspetti che non fanno che altro mettere fuori gioco la gran parte della popolazione. Dove ci sono senza dubbio molte più risorse, soprattutto culturali ed umane, di quanto nessuno sia nemmeno in grado di immaginare.

 

 

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